PECS, PCS, Teacch, comunicatori, sistemi di input, tabelle, quaderni di comunicazione…Tanti sono i termini e le sigle ricorrenti che si agganciano ad essa, cerchiamo quindi di addentrarci meglio nel mondo della CAA attraverso queste 5 semplici domande che ci aiutano a mettere un pò di chiarezza e dipanare eventuali dubbi.

Partiamo con una definizione..

La Comunicazione Aumentativa Alternativa è un’area di pratica clinica che integra o compensa la disabilità comunicativa in produzione e/o in comprensione, comprende al suo interno modalità di comunicazione verbale e scritta. La CAA è racchiusa nella più grande categoria delle tecnologie assistive, o dell’utilizzo di qualsiasi attrezzatura, strumento o strategia che migliora lo stile di vita funzionale in individui con disabilità o limitazioni.

La CAA utilizza una grande varietà di tecniche e strumenti che aiutano le persone ad esprimere i propri desideri , volontà, necessità, sentimenti, e idee, tra questi: i segni, i gesti, lo spelling con le dita, gli oggetti tangibili, disegni al tratto, tabelle con le immagini di comunicazione e tabelle con lettere, comunicatori con uscita in voce.

La comunicazione è aumentativa quando è utilizzata per integrare l’esistente linguaggio verbale, alternativa quando è utilizzata al posto del linguaggio verbale che è assente e non funzionale, temporanea quando utilizzata per un breve periodo con pazienti in terapia intensiva. (Elsahar et al., 2019)

https://www.asha.org/practice-portal/professional-issues/augmentative-and-alternative-communication/#collapse_4

COSA?

La CAA è una pratica clinica che si utilizza per interagire e comunicare con persone con bisogni comunicativi complessi (BCC) permanenti o non. Racchiude perciò tutti i metodi possibili alternativi alla comunicazione verbale che ci permettono di entrare in contatto con l’altro. Per meglio capire questo concetto dobbiamo forse fare una premessa chiarendo i termini alla base di questa trattazione. Senza addentrarci nei vari modelli linguistici potremmo definire la comunicazione come uno scambio di un messaggio tra due o più interlocutori attraverso un canale comune.

In questa definizione abbastanza generica quindi potremmo inserire i più disparati modi di comunicare: attraverso la parola, attraverso la scrittura, ma anche attraverso uno sguardo o un gesto. Perciò la comunicazione verbale è uno dei possibili modi in cui possiamo comunicare, sicuramente il più conosciuto ed utilizzato, ma non il solo. Compreso il concetto di comunicazione ci verrà più semplice quindi capire che se la possibilità di utilizzo del canale verbale è compromessa allora possiamo attivare una forma alternativa di comunicazione che permetta di assolvere l’obiettivo chiave dello scambio comunicativo: la trasmissione di un messaggio. La CAA prevede l’utilizzo di altri strumenti che permettono di aumentare il linguaggio verbale o talvolta, se il linguaggio verbale è totalmente assente, esserne un’ alternativa. È possibile trasmettere questo messaggio, quindi, attraverso un codice simbolico, che può essere la semplice scrittura oppure l’utilizzo di immagini e/o gesti. I codici simbolici con immagini sono i più diffusi tra coloro i quali non possono accedere alla scrittura, in quanto permettono la diffusione del messaggio con immediatezza senza grandi difficoltà di interpretazione.

Appare quindi chiaro in questa linea di definizione, che se il mio obiettivo è comunicare non necessariamente devo utilizzare uno ed un solo canale, posso infatti integrare gli stessi per arrivare ad una formulazione più efficace del mio messaggio (indico la foto della mela associata al gesto del “dare”: sarà quindi chiaro che il mio messaggio sarà: “dammi la mela”). Proprio per quest’ultimo motivo dare una definizione specifica di CAA ed una versione assoluta di utilizzo risulta molto difficile in quanto la CAA prevede un insieme di strategie, tecniche e strumenti che hanno l’obiettivo di assolvere e superare le difficoltà comunicative di una persona con BCC. Al centro della CAA c’è sempre la persona con i propri punti di forza e debolezza perciò risulta necessario che le strategie comunicative si pieghino e si adattino alla persona stessa. Non c’è un modo ed un tempo giusto o sbagliato di intervenire, ma un’esigenza comunicativa da accogliere, rispettare e sostenere.

CHI?

La CAA è utilizzata da tutti coloro i quali hanno Bisogni Comunicativi Complessi ovvero persone le cui sole competenze comunicative sono inadeguate ad esprimere i loro reali bisogni comunicativi. Spesso le difficoltà comunicative non riguardano solo le competenze in espressione, ma anche in comprensione, perciò diventa fondamentale che tutta la rete sociale in cui è immersa la persona con BCC utilizzi in maniera costante e puntuale le medesime strategie di CAA.

Potremmo utilizzare gli utilizzatori di CAA in:

  • utilizzatori alternativi: possiedono una buona comprensione del linguaggio, ma hanno difficoltà di espressione.

  • utilizzatori aumentativi: possiedono difficoltà sia nella comprensione del linguaggio che nella sua espressione.

  • utilizzatori temporanei: necessitano di un sistema di CAA solo per un periodo di tempo limitato.

QUANDO?

Per capire quando utilizzare la CAA bisognerebbe forse prima rispondere alla domanda: quando una persona ha bisogno di comunicare? Da qui si possono aprire grandissime digressioni filosofiche sulla peculiarità della comunicazione ma in questo contesto citeremo una sola fonte, il primo assioma di Paul Watzlawick non si può non comunicare”. Non esiste infatti silenzio, parola o gesto che non possa trasmettere in sè un messaggio.

Se quindi tutti siamo spontaneamente portati a comunicare esiste veramente una persona che non abbia bisogno di comunicare? Di fronte a delle difficoltà comunicativa possiamo davvero prenderci la responsabilità di dire che la comunicazione non è una priorità? La CAA nella sua versatilità permette di riabilitare ed abilitare la comunicazione attraverso varie strategie che si adattano alla persona, alle sue abilità ed al contesto all’interno del quale la persona si inserisce, perciò non c’è un’età limite per introdurre la CAA, l’unico dato che ci fa muovere verso il suo utilizzo è la consapevolezza che le abilità comunicative della persona da sole non riescono ad assolvere i bisogni comunicativi della stessa.

Per chi è nel settore dell’età evolutiva avrà spesso sentito il termine “prerequisiti al linguaggio” con questi si intende tutte le abilità che il bambino deve possedere per poter utilizzare e strutturare il proprio linguaggio (triangolazione dello sguardo, attenzione uditivo-verbale, gesti, mimica…). Molte volte si sente parlare di determinati prerequisiti alla CAA, a nostro avviso tali prerequisiti non esistono, possono esserci dei prerequisiti nell’utilizzo di determinati strumenti di CAA (come ad esempio la tabella comunicativa cartacea o il comunicatore dinamico), ma non nell’introduzione di tale approccio clinico-riabilitativo. L’abilità del piano di trattamento costruito sulla persona si basa sulla capacità di individuare degli obiettivi di trattamento funzionali a rafforzare le abilità comunicative in entrata ed in uscita attraverso una o più strategie di CAA. Avremo modo di approfondire questa tematica in altri articoli di approfondimento.

DOVE?

Anche qui la risposta è abbastanza semplice e può essere facilmente capovolta: esiste un contesto in cui non sia necessario comunicare? potremo dire con serenità che la risposta in questo caso è decisamente negativa.

Gli strumenti di CAA devono essere condivisi in tutti i contesti di vita del loro utilizzatore.

Devono essere inoltre conosciuti ed utilizzati da tutte le persone che fanno parte della rete sociale della persona stessa. A maggior ragione se le problematiche comunicative riguardano la comprensione comunicativo- linguistica, in questo caso chiunque voglia comunicare con la persona con disabilità comunicativa deve utilizzare lo strumento di CAA in prima persona per far si che il messaggio che vuole trasmettere arrivi a destinazione e sia effettivamente compreso.

PERCHE'?

I motivi sono molteplici ed alcuni di questi sono facilmente desumibili dalle risposte precedenti.

Innanzitutto, per garantire la possibilità di comunicazione di una persona con BCC e per entrare in contatto con essa. In caso di problematiche relazioni per dare una chiave di lettura del contesto sociale nel quale si è inseriti e comprenderne le regole.

I motivi sono molteplici ed alcuni di questi sono facilmente desumibili dalle risposte precedenti.

Innanzitutto, per garantire la possibilità di comunicazione di una persona con BCC e per entrare in contatto con essa. In caso di problematiche relazioni per dare una chiave di lettura del contesto sociale nel quale si è inseriti e comprenderne le regole. Per ridare voce a chi temporaneamente o permanentemente non può averne una propria a causa di problematiche fisiche. In età evolutiva la CAA è una risorsa fondamentale perchè permette di aggirare le problematiche anatomico funzionali o relazionali e di sostenere al tempo stesso le abilità linguistiche.

Molto spesso verrebbe da pensare che l’utilizzo precoce della CAA possa non sostenere lo sviluppo della verbalità, ma al contrario la possibilità di comunicare non solo incrementa le abilità linguistiche, ma sostiene lo sviluppo stesso della verbalità, quando le condizioni articolatorie lo permettono. Questo pensiero comune va a braccetto con l’idea che un bambino cominci a parlare tardi perchè è “pigro”. Non esiste la pigrizia nella comunicazione, ma esistono delle competenze comunicativo linguistiche più o meno funzionali, che se in difficoltà vanno sostenute attraverso un percorso riabilitativo logopedico.

La comunicazione è un diritto, esattamente come proclamato nella carta dei diritti della comunicazione delle persone con BCC.

Ti è sembrato interessante questo articolo? Vorresti discuterne insieme? Contattaci!

Alcune fonti per approfondire:

I simboli pittografici utilizzati sono di proprietà del governo di Aragona e sono stati creati da Sergio Palao per ARASAAC (http://www.arasaac.org), che li distribuisce sotto Licenza Creative Commons BY-NC-SA.

Autore dei pittogrammi: Sergio Palao. Origine: ARASAAC (http://www.arasaac.org). Licenza: CC (BY-NC-SA). Proprietario: Governo di Aragona (Spagna)